Venerdì 23
Partenza da Bologna e arrivo a Bordeaux, accoglienza delle Squadre all’aeroporto e trasferimento al Circolo Velico Hourtin Medoc.
Sabato 24
Incontro con i Responsabili delle Squadre per completare le stazze e organizzare l’uscita pomeridiana dei partecipanti al Campionato. Nell’uscita abbiamo provato il campo di regata insieme alle squadre Greca, Turca, Slovena e Croata. Nel primo pomeriggio, abbiamo notato che il vento oscillava dai 30°ai 40° con direzione Nord-Ovest, più tardi il vento è aumentato d’intensità passando da 2 m/sec a 5-6 m/sec. La prova ci ha permesso anche di osservare e valutare i nostri avversari. Al rientro, durante il briefing con gli atleti che ho seguito, abbiamo discusso delle sensazioni e delle osservazioni che loro hanno avuto durante l’uscita per capire come comportarci durante la regata di prova del giorno dopo.
Domenica 25
Alle 15.00 è iniziata la regata di prova. Dopo diversi ripetitori la partenza è stata data alle 16.00.Le condizioni meteo erano simili a quelle di sabato. La regata di prova ci ha confermato che le osservazioni fatte il giorno precedente erano corrette.
Alle 19.00 al Porto di Hourtin abbiamo partecipato alla cerimonia di apertura del Campionato. Tutta la squadra italiana, in divisa, è salita sul palco delle presentazioni.

LE REGATE
Da lunedì 26 a sabato 31 si sono effettuate le regate del Campionato con due batterie di donne e quattro di uomini. Ogni giorno, dopo il briefing degli allenatori alle 10.00, la partenza era data alle 11.00.
Durante le giornate di regata il coordinamento in acqua degli atleti è stato distribuito tra i diversi allenatori presenti sui due campi di gara a rotazione tra uomini e donne. Ogni giornata di gara prevedeva due prove.
Le condizioni meteo sono state abbastanza stabili e molto simili per tutto il Campionato (vento debole con oscillazioni, onda zero), ma durante la seconda prova si verificava sempre un aumento di vento con oscillazioni provenienti dall’oceano. Il livello di regata è stato molto alto, la flotta era compatta con poco distacco tra i primi; i nostri atleti più esperti e più allenati alternavano una buona regata a una meno valida ciò per le difficoltà meteorologiche. Alcuni atleti non abituati a regatare con condizioni di vento debole e sotto tensione e stress tiravano bordi a caso sperando in un salto di vento, terminando male le regate.
Durante i briefing con i ragazzi senza allenatore, ho più volte spiegato che in questo campo di regata era necessario avere l’occhio lungo per vedere i salti di vento e adottare una strategia di regata idonea. A ogni atleta facevo osservare gli errori fatti in acqua dandogli dei suggerimenti per le prove successive.
In generale ho rilevato che per alcuni atleti era difficile regatare in condizioni instabili e mantenere la concentrazione per tutto il tempo della regata oltre ad una certa insicurezza nel compiere manovre per i salti di vento e alcuni errori tattici e di conduzione come giri di boe, cancello di poppa, e linea di partenza.
Con soddisfazione ho notato che al termine del Campionato, la Squadra ha tenuto un comportamento corretto, educato e sportivo dimostrandosi un gruppo compatto sia a terra sia in acqua.
Tommaso Strada
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