Accade che soltanto pochi giorni dopo la conclusione del Campionato del Mondo in Brasile si parta alla volta dell'Europeo Laser 4.7 di Helsinki.
Da Buzios mi sono messo in valigia tanta rabbia per quelle regate disputate al limite del possibile. Io ci avevo creduto fino all'ultimo ma non era stato sufficiente. La rabbia però può essere anche qualcosa di positivo: stavolta mi dava forza e voglia di rifarmi.
Un anno di allenamento, di lavoro, di impegno costante, di passione coltivata con tanto semplice naturale amore per il mare: non poteva sfumare tutto. Non così senza alcun segno.
Iniziano finalmente le regate, in condizioni di poco vento e onda fastidiosa. Nei giorni successivi la situazione migliora, ma soltanto il penultimo giorno arriva come ospite d'onore il mio grande amico vento.
Davide guida la classifica. Al terzo giorno di regata mi impensierisce, soprattutto quando continua a essere primo nella prima regata di giornata. Ho davanti un tosto Domeneghetti. Ma ho davanti anche tutta la mia voglia di vincere, di non sbagliare, di non lasciare nulla di intentato, di non perdere nessun punto.
Ce la feci.
In quella giornata con Davide, e nella successiva con l'inglese Britz, disputiamo belle gare. Guadagno dei primi piazzamenti e mi ritrovo finalmente a condurre la classifica generale, seguito a 8 punti da Davide e in quarta posizione dal mio amico Mario.
L'ultimo giorno il vento ci abbandona: l'Europeo è concluso.
È vero, quasi non ci credo. Ho vinto.
È stata una bella esperienza, mia e di tutta la squadra. Eravamo e siamo un bel gruppo: grazie anche alla nostra unione siamo stati forti! Ringrazio i miei allenatori Chicco e Jan che mi hanno sostenuto.
L'Europeo è passato. Per me rimarrà per sempre un bellissimo ricordo di vento, mare e amicizia.
Giovanni Coccoluto



