Pochi giorni prima dell’inizio del campionato sono stato intervistato dal quotidiano Il Tirreno in merito a cosa mi aspettassi da questa manifestazione.
La mia risposta è stata: “Punto ad entrare nei primi 10 classificati.” e aggiunsi scherzando: “Se vado a podio mi taglio i capelli.”
Invece mi sono ritrovato a perdere l’Europeo.
Nei primi due giorni le condizioni del vento e il campo di regata hanno favorito le mie caratteristiche di passo in ogni andatura: ragionare poco e far camminare la barca.
Questo mi ha permesso di raggiungere e poi di mantenere la prima posizione fino alle finali.
Il quinto giorno ho cominciato a sentire la pressione, amplificata dalla lunga attesa a terra, che mi ha impedito di regatare al pieno delle mie possibilità, cosa che mi era riuscita nel terzo giorno.
Purtroppo per me, e per merito di Giovanni, che trovava tutto se stesso proprio nel momento più importante per vincere l’Europeo, mi sono ritrovato con due prove dove l’emozione non mi ha permesso di contrastare un avversario più solido ed abituato a vincere.
Ho commesso errori da scuola vela non dando acqua mure a dritta ad un turco dovendo penalizzarmi al punto di ritrovarmi in fondo alla flotta e poi concludendo undicesimo, nonostante tutto.
Comunque penso che anche se avessi concluso entrambe le prove nei primi cinque, contro Giovanni non ci sarebbe stato nulla da fare.
L’ultimo giorno, liberato dalla pressione, forse avrei potuto provare ad attaccarlo sperando in un suo errore, ma otto punti erano tanti da recuperare all’avversario che aveva vinto tutto nella stagione.
Purtroppo il vento non è entrato e non mi è stata concessa replica; il comitato ha annullato le regate e la classifica è restata immutata.
Nonostante le gelide acque Finlandesi, al rientro io, Mario e Gio felici per il risultato ottenuto ci siamo tuffati insieme da un pontile.
Di certo se mi avessero detto prima che sarei arrivato secondo avrei firmato tremila volte, ma trovandomi primo ci sarei rimasto volentieri.
Fine della storia, ma tra pochi giorni ne inizia un’altra con la vela radiale e ho tagliato i capelli.
Davide Domeneghetti



